Rialzati Anagni nasce per tutti coloro che vogliono esprimere il loro dissenso nei confronti di una classe politica e dirigenziale che da decenni ha anteposto i propri interessi a quelli collettivi.
Ci proponiamo di rappresentare sul nostro sito, tutto ciò che possa denunciare i danni che questi signori infliggono alla nostra città, senza riguardo per nessuna delle parti politiche in campo.
Vogliamo in particolare mettere in risalto i privilegi di cui godono e gli interessi di cui sono portatori confrontandoli con i disagi ed i disservizi dei quali gli anagnini sono vittime; ma non disdegneremo di evidenziare la goffa incapacità che li ha resi celebri.

6 commenti:
CHI E' " ERNESTO RAIO "
da: Internet, digitiamo: Ernesto Raio
«Rifiuti, soldi in cambio di segreti»
ROSARIA CAPACCHIONE Soldi, favori, il porto d’armi rilasciato grazie alle eccellenti informazioni della Prefettura. E poi: consulenze pilotate, informazioni riservatissime acquisite grazie alla rete di amicizie e complicità all’interno del gruppo antimafia della prefettura di Caserta, del Commissariato di governo per l’emergenza rifiuti, forse anche del Palazzo di giustizia di Santa Maria Capua Vetere. È questo lo scenario dell’inchiesta dei pm napoletani Raffaele Cantone e Alessandro Milita sull’attività del Commissariato di governo sui rifiuti e sull’individuazione delle aree da adibire a discarica. Michele Orsi, direttore generale di Ecoquattro (società a capitale misto a servizio del consorzio intercomunale Caserta 4); Ernesto Raio, viceprefetto, responsabile del settore amministrativo dell’ufficio di Governo di Caserta e capo di gabinetto di Corrado Catenacci; Salvatore Andreozzi, dipendente dell’ispettorato del lavoro di Caserta e componente del gruppo antimafia della prefettura; un consulente esterno del Commissariato, sono indagati non soltanto per corruzione ma anche per rivelazione di segreti d’ufficio e induzione allo stesso reato. Ipotesi investigative che sono a supporto dei quattro avvisi di garanzia notificati mercoledì dalla Guardia di Finanza di Mondragone, delle perquisizioni (nelle case e degli uffici dei quattro ma anche nei Comuni di Calvi Risorta, Bellona e Cellole) e dell’acquisizione di atti e documenti. Ma c’è di più. Sotto osservazione ci sarebbero anche alcuni fascicoli processuali in carico alla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Gli investigatori, infatti, avrebbero chiesto informazioni circa l’esito di alcuni procedimenti penali e sulla nomina dei consulenti. L’ipotesi di corruzione sarebbe relativa a regalie fatte da Orsi per ottenere notizie, soprattutto dal gruppo ispettivo antimafia. Anche il rilascio del porto d’armi allo stesso Orsi sarebbe stata una compiacenza sospetta. E sospetta sarebbe la conoscenza di alcune indagini riservate. Il tutto mentre su due fronti, quello di Napoli e quello di Santa Maria, si indaga sull’individuazione delle aree per le discariche e per l’assegnazione degli appalti per lo smaltimento a ditte non sempre al di sopra di ogni sospetto. La Ecoquattro è tra queste. Responsabile del personale, fino alla data del suo arresto, era quel Luigi Fragnoli figlio dell’attuale capozona di Mondragone. Molte assunzioni, per altro, sarebbero state pilotate dalla camorra. E su questo c’è un’altra inchiesta aperta dalla Dda.
CHI E' ERNESTO RAIO ?
Da Internet, digitiamo:Ernesto Raio
INCHIESTA ECO4-CE 4: I PM DELLA DDA IN COMMISSIONE RIFIUTI A ROMA
Roma:
La seduta di ieri della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti era dedicata all'audizione di Rosario Cantelmo, Maria Cristina Ribera e Franco Roberti, titolari dell'inchiesta sulle infiltrazioni della camorra nella gestione del consorzio « Caserta 4 » . È l'indagine che ha coinvolto Claudio De Biasio, ex direttore del consorzio e vice di Guido Bertolaso al Commissariato di Governo.
I parlamentari hanno convocato i magistrati per capire come sia stato possibile che De Biasio, pur provenendo da una realtà discussa come « Caserta 4 » — pagine e pagine della commissione antimafia si soffermano sulle infiltrazioni dei casalesi e del clan La Torre nella struttura — sia stato nel 2004 cooptato in un ruolo chiave del commissariato — decideva tra l'altro dove realizzare le discariche — e poi, a marzo di quest'anno, sia stato nominato da Bertolaso nel ruolo di subcommissario. Nel corso della seduta — secretata — i pm hanno fatto ricordato gli stretti legami di Claudio De Biasio, che è di Calvi Risorta, in provincia di Caserta, con noti esponenti politici locali.
Nell'audizione è stato fatto anche il nome de giudice Donato Ceglie, che coordina l'osservatorio sui crimini ambientali istituito dal ministro Pecoraro Scanio.
Roberti e Cantelmo, infatti, hanno ricordato che in una inchiesta di 3 anni fa, relativa a presunti scambi e favori tra il vice prefetto di Caserta Ernesto Raio, un funzionario del Commissariato, e l'imprenditore Orsi, entrambi indagati anche nell'inchiesta più recente, emersero telefonate tra un magistrato e Raio. Su richiesta del presidente Roberto Barbieri di indicare chi fosse il giudice, hanno citato appunto Ceglie. Hanno, però, poi precisato che il Pm Giuseppe Amato, per quei fatti — si ipotizzava una raccomandazione di Ceglie per il rilascio di un porto d'armi a favore di Orsi — ha presentato richiesta di archiviazione, accolta dal Gip.
Il caso, però, sarebbe ancora all'attenzione del Csm. La postilla non ha evitato le rimostranze del parlamentare dei Comunisti italiani, Giacomo De Angelis, il quale ha ritenuto infelice la citazione di Ceglie. All'inchiesta del 2004 fa riferimento anche l'interrogazione parlamentare presentata in Senato il 18 aprile da Emidio Novi (Forza Italia). Scrive: «I rapporti inusitatamente stretti sarebbero consistiti, tra l'altro, nel perorare l'assunzione di Claudio De Biasio al Commissariato di Governo.
Secondo il vice prefetto Raio, Ceglie si sarebbe attivato anche per il rilascio del porto d'armi all'imprenditore Orsi ed affinché fosse utilizzato come area di stoccaggio un sito di Gricignano di proprietà dell'imprenditore». Ceglie replica: «Ho intrattenuto rapporti con Raio e De Biasio solo per motivi professionali. La mia posizione nell'inchiesta richiamata da Novi e ieri in Commissione, è stata archiviata su richiesta del Pm».
CHI E' ERNESTO RAIO ?
da: Internet, digitiamo Ernesto raio
Rifiuti e clan, le accuse ai politici.
Uno scenario di favori e ricatti.
Casal di Principe, campagna elettorale del 2003. La corsa alla poltrona di primo cittadino è, in relatà, una sfida tutta spostata sulla gestione dell’assessorato all’ecologia e alla nettezza urbana. Meglio, sulla gestione dell’intero comparto dei rifiuti: smaltimento, bonifica, termovalorizzatori. Sponsor dell’Udeur è Nicola Ferraro - oggi consigliere regionale con l’obbligo di dimora - padre padrone di Ecocampania. Candidato di punta di Forza Italia è Francesco Schiavone, ingegnere, dipendente dell’Ecoquattro di Sergio e Michele Orsi. Ecocampania è la ditta che a quel tempo raccoglieva la spazzatura a Casal di Principe, San Tammaro, Marcianise. Ecoquattro - la struttura che si rivelerà poi la camera di compensazione tra camorra, politica e malaffare, il luogo dove si scambiavano voti, assunzioni e clientele - gestiva, invece, la discarica di Parco Saurino, a Santa Maria la Fossa, e per conto del consorzio Ce4 anche il servizio di raccolta dei rifiuti in mezza provincia. Dal dicembre del 2002 le due ditte avevano denunciato, a ripetizione, minacce ai netturbini e attentati. Le informative degli investigatori tradussero quelle intimidazioni in «scaramucce» tra il gruppo Bidognetti e gli Schiavone. La guerra tra Ecocampania ed Ecoquattro prosegue fino al 2005, quando Ferraro perde il cerificato antimafia e Michele Orsi incappa nel primo incidente giudiziario. Viene arrestato su richiesta dal gip di Roma Giuseppe Renato Croce con l’accusa di corruzione aggravata. Con lo stesso provvedimento viene sospeso Ernesto Raio, funzionario di prefettura transitato al commissariato di governo per l’emergenza rifiuti, capo di gabinetto di Corrado Catenacci. Il primo interrogatorio di Orsi nella qualità di persona sottoposta a indagini porta la data del 18 maggio 2005. E, tra mille reticenze, racconta di favori e regali: al funzionario di prefettura, a un componente del gruppo antimafia addetto al rilascio dei certificati, a un ispettore di polizia. A domanda risponde: «Non ho mai conosciuto Diana Luigi, ho letto sui giornali che sarebbe un camorrista». Diana, ex bidognettiano passato con il gruppo Schiavone, è stato il primo collaboratore di giustizia a parlare dei rapporti tra Orsi e la camorra. L’imprenditore racconta anche di un pranzo in un ristorante di Bacoli, durante il quale incontra Catenacci. In ballo c’è il contratto di consulenza a Claudio De Biasio. Nel 2006 Michele Orsi viene nuovamente interrogato, ma dai pm napoletani Raffaele Cantone e Alessandro Milita. Il 3 aprile dello scorso anno finisce in carcere con il fratello Sergio. Tre mesi dopo, il 5 luglio del 2007, racconta al pm: «Ci siamo sempre proposti di mantenere i migliori rapporti con i politici dando massima disponibilità nell’assumere i dipendenti anche oltre quelle che erano le reali esigenze della società (la Ecoquattro). Ci si è poi proposti di assecondare i politici ”fin dove era possibile”, ritenendo che il limite fosse legato ai nostri interessi patrimoniali; per questo io e mio fratello non abbiamo mai inteso contribuire finanziariamente alle richieste dei politici. Le parti politiche principali che intendevamo soddisfare erano rappresentate da Mario Landolfi e Nicola Cosentino, il primo agendo attraverso Raffaele Chianese (segretario di Landolfi, arrestato alcuni mesi fa per truffa aggravata, ndr). Ovviamente le assunzioni erano legate anche ad esigenze di voto dei politici in relazione alle periodiche elezioni». Il parlamentare di An, durante le indagini è stato interrogato dal pm Raffaele Cantone, nella veste di persona informata sui fatti. La richiesta di chiarimento riguardava un’altra vicenda: l’incontro finalizzato alla concessione di un appalto, riferito dal pentito Stefano Piccirillo, con Renato Pagliuca, boss del clan La Torre. Aggiungerà Sergio Orsi: «Vi sono due tipi di imprenditori: l’imprenditore che nasce con la camorra e che è più camorrista del camorrista e quello che non lo è ma che è costretto poi ad entrare in contatto con la camorra e a subirne le conseguenze. Compresi dunque che era preferibile trovare un accordo con Ferraro Nicola che io conoscevo per la sua fama nella zona, una fama non solo legata a meriti imprenditoriali».
CHI E' ERNESTO RAIO?
da Internet, digitiamo: Ernesto raio
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sabato 21 maggio 2005
Il paladino dell'ambiente indagato
Caserta: dal MATTINO del 21 maggio 2005
Rifiuti, sott’inchiesta il magistrato Ceglie
Roma. Il sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Donato Ceglie, è indagato nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla magistratura napoletana sulla società Ecoquattro che gestisce la raccolta dei rifiuti per conto del consorzio intercomunale Ce4 che serve un’ampia area della zona domiziana.
Nei confronti del magistrato viene ipotizzato il reato di concorso in abuso d’atti d’ufficio. L’accusa si riferirebbe a un presunto interessamento che avrebbe esercitato il pm sammaritano nei confronti di un funzionario di prefettura per il rilascio di un porto d’armi a favore di un imprenditore del settore dei rifiuti. Sia l’imprenditore, sia il funzionario di prefettura sono indagati nell’ambito della stessa inchiesta. Essendo coinvolto un magistrato della corte d’appello di Napoli, gli atti sono stati trasmessi per competenza territoriale alla procura di Roma. L’inchiesta - precedentemente affidata ai pm antimafia Raffaele Cantone e Alessandro Milita - è ora nelle mani del loro collega romano Giuseppe Amato. È stato Amato a firmare l’avviso di garanzia nei confronti di Ceglie, nel frattempo assistito dall’avvocato Giuseppe Fusco. Già nei prossimi giorni, Ceglie sarà interrogato dal suo collega romano per fornire la sua versione dei fatti e respingere le accuse che gli vengono addebitate. Napoletano d’adozione, da sempre in servizio alla procura di Santa Maria Capua Vetere, Donato Ceglie è un magistrato molto noto, al centro spesso delle cronache per le sue numerose inchieste in materia ambientale. Conosciuto a livello nazionale per le battaglie condotte contro l’ecomafia in provincia di Caserta (una delle più potenti su scala europea), Ceglie sarebbe finito nell’inchiesta per i suoi presunti rapporti con il viceprefetto Ernesto Raio, ora capo di gabinetto al commissariato regionale dei rifiuti a Napoli, ma nel passato in servizio alla prefettura di Caserta. Raio è accusato di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio; con lui sono coinvolti nell’inchiesta anche il consulente del commissariato dei rifiuti Bruno Orrico, l’ispettore del lavoro Salvatore Andreozzi, il direttore generale della società Ecoquattro Michele Orsi e un ispettore della polizia di stato, Giovanni Romano, in servizio presso la divisione di polizia amministrativa della questura di Caserta. Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza della Tenenza di Mondragone aveva perquisito l’abitazione dell’ispettore di polizia alla ricerca di un telefonino cellulare che gli sarebbe stato regalato, così almeno sostiene l’accusa, in cambio dell’interessamento per il disbrigo della pratica di rinnovo del porto di pistola per Orsi, il patron della Ecoquattro. La stessa pratica che adesso vede coinvolto, probabilmente per ammissione di uno degli indagati, il pm Ceglie. Un’inchiesta - quella sui rifiuti in provincia di Caserta - che si è andata sviluppando negli utlimi mesi. Al di là delle accuse ai singoli indagati, gli inquirenti hanno disegnato uno scenario complessivo inquietante: un giro di mazzette, regali e favori collegato all’individuazione della discarica - e della ditta a cui demandare lo smaltimento - nella zona compresa tra Falciano del Massico, Mondragone, Santa Maria La Fossa, Castelvolturno e Sessa Aurunca, nella parte alta della provincia di Caserta. Un giro che vede coinvolti funzionari dello Stato, imprenditori e, in ultimo, anche un magistrato. re. ro.
da: Il Tempo
Anagni
Il commissario Raio incontra l'opposizione
Ivan Quiselli
ANAGNI Al via il primo giro di consultazioni con i responsabili dei partiti dell'opposizione che domattina, a Palazzo d'Iseo, incontreranno il commissario Ernesto Raio per discutere delle importanti questioni politiche di questi giorni e per il disbrigo di pratiche che riguarderebbero la situazione politica attuale.
Ahhhhh...
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